Domani: progetto sperimentale

Ogni genitore pensando al futuro dei propri figli vive emozioni intense e contrastanti, curiosità, preoccupazione, speranza, paura.

Il progetto Domani, accompagna le famiglie e le persone con disabilità verso un futuro autonomo con interventi di sostegno integrati ed innovativi, guardando al di fuori dell’ottica dell’emergenza. Per costruire insieme il progetto di vita, il progetto Domani offre alle persone con disabilità , sia adulte che minori, un servizio di accoglienza temporanea come opportunità per sperimentare in modo autonomo le attività della vita quotidiana, acquisire fiducia nelle proprie capacità e costruire relazioni.

Oggi il progetto ha sede nel Centro Socio Educativo di Storo con la possibilità in futuro di realizzare le attività anche in altre sedi della Cooperativa.

Destinatari del progetto

I destinatari sono persone con disabilità, sia adulti che minori. Gli adulti che possono accedere a questa tipologia di servizio devono essere in possesso di una buona autonomia personale, che richiedono un aiuto limitato sul piano assistenziale e relazionale. I minori invece non hanno requisiti per l’ammissione, tranne che aver bisogno di cure infermieristiche continue.

Modalità di accesso

Per accedere al servizio bisogna rivolgersi al servizio sociale, che, in collaborazione con la coordinatrice, valuteranno gli inserimenti; devono essere comunque già utenti di una realtà del territorio, che durante il giorno dunque frequenta un centro diurno (per i minori la scuola).

Per quanto riguarda gli adulti, a Storo la struttura apre due weekend al mese, dal venerdì alle ore 17 al lunedì alle ore 9.00. Sono previste anche aperture di una settimana intera, dal lunedì al venerdì dalle 17.00 alle 9.00, a seconda delle richieste. Per quanto concerne i minori, sono previste cinque aperture all’anno nelle giornate di sabato e domenica. E’ previsto il servizio trasporto e il servizio mensa è organizzato dagli utenti stessi in collaborazione con gli educatori, essendo l’obiettivo il progetto di vita della persona.


Il progetto è finanziato dalla Comunità di Valle delle Giudicarie e approvato dal Piano Sociale